
Orientamento e Bussola
Orientamento e bussola
Siamo al bar “Sincope”, Beppe e Duilio imbastiscono un dibattito intenso sull’importanza dei punti cardinali nelle escursioni di montagna. Beppe è sempre il più ostinato e non tollera dinieghi o dissensi alle proprie affermazioni; si reputa un esperto di alto livello su molti argomenti, ma quando si parla di Montagna, si erge prepotentemente sullo scranno più alto del sapere e dell’esperienza, e accetta solo osservazioni indirizzate alla sua persona sotto forma di lodi, possibilmente sperticate e adulatrici.
– I punti cardinali, sul terreno montagnoso li leggi negli elementi; nei versanti dei monti, nella direzione dei venti, nella piega degli alberi. Osservando con accuratezza il terreno, i fili d’erba, anche la neve nella sua struttura e composizione, il sottoscritto vi saprebbe indicare con precisione millimetrica la posizione precisa di ogni punto cardinale. Guardando il cielo, in ogni attimo del giorno e della notte, è possibile, per me intendo, non certo per tutti, indicare la quadratura esatta di una ipotetica rosa dei venti, presupponendo con ciò una conoscenza perfetta dei suddetti quattro punti. Amici miei, avete l’incredibile fortuna di avere davanti a voi uno strumento galattico in grado di indicarvi con precisione ogni ipotetica linea che porti in un qualsiasi punto fermo del mondo. –
Beppe, ha l’indubbia capacità di farsi ascoltare; con linguaggio infarcito di verbi e arrotolando le parole, espone concetti difficilmente confutabili.
Noi, i suoi amici, generalmente lo assecondiamo, anche senza afferrare in pieno le sue lunghe elucubrazioni, salvo quando ha bevuto un bicchiere di troppo e comincia a sfoderare un linguaggio rustico, che spara a raffiche, a volte a vanvera, addosso ai politicanti e alla politica.
– Però, con una buona bussola, non è indispensabile avere tutte queste conoscenze e capacità che hai elencato. Io, che non saprei indicarti il sud neanche a mezzogiorno di un 21 giugno con un cielo terso e il sole a picco, per non sbagliare, mi porto sempre bussola e carta topografica nello zaino e non mi sono mai perso! –
È Palmiro a confutare, almeno in parte, e scherzosamente, le affermazioni di Beppe, col suo modo pacato e cordiale di porsi; Palmiro è un sempliciotto che compie tantissime, facili escursioni in compagnia di Ernesto, l’amico di una vita e compare di nozze. Insieme, ogni domenica, partono di buon’ora con la secolare utilitaria di Palmiro, raggiungono il punto di partenza di un itinerario, sempre lo stesso, che in meno di un’ora li porta al rifugio Tre Querce, e li si fermano tutto il giorno. Ritornano all’automobile prima che faccia buio, dopo aver passato la giornata ad aiutare l’amico Riccardo che gestisce il rifugio. Senza una mansione specifica, fanno di tutto, ricavandone un buon pasto, qualche bevuta, pacche sulle spalle e la benevolenza di Riccardo e dei numerosi avventori; perlopiù escursionisti, di passaggio al rifugio; e tutto è gratis!
– Ma dai! non ricordi quando ti sei perso in paese il giorno del tuo matrimonio? non riuscivi a trovare la promessa sposa!
– È vero; quel giorno ho perso la tramontana; ero confuso; andavo incontro a Nadia pensando venisse da Est; infatti è di Gorizia e invece lei mi aspettava nella chiesa, che stava alle mie spalle.
Ero ancora “emozionato” per la bevuta della sera precedente, quando tutti insieme festeggiammo il mio addio al celibato. Quella sera però, caro Beppe, anche tu ti perdesti, centrando in pieno con la fronte un palo della luce!
– Il mio unico errore di orientamento; cercando l’uscio di casa ho perso la trebisonda! –
Ora stiamo ridendo tutti a crepapelle; pur raccontata più volte, la disavventura nuziale di Palmiro, pur finita bene e che tuttora continua, ci sprofonda tutti in un’orgia di ilarità che non riusciamo a contenere e le risate si propagano verso ogni punto cardinale, anche al di fuori del nostro abituale “ritrovo”.
Sono entrato in questo grande negozio per curiosare; qui sono esposti articoli sportivi di ogni genere; dalle palline da tennis alle biciclette; vi sono perfino delle canoe, tutte colorate, e guantoni da boxe, attrezzature da palestra, eccetera – eccetera … ma a me interessano solo gli articoli da montagna. Comincio col puntare gli occhi su uno scarpone; ha prezzi che neanche una Ferrari! … vedo il prezzo di un completo da sci; quattro stipendi! … declino l’invito di una commessa che si offre di mostrarmi mutande e magliette termiche; non le sue! … magari! … dirotto lo sguardo su un paio di bastoncini telescopici con caratteristiche che mi intrigano; in una delle manopole, è incastrata una piccola bussola completa di ago e quadrante, che si può guardare camminando. “Elemento inutile” penso, “l’hanno inserita per aumentarne il prezzo”, ma mi sovviene anche un pensiero istintivo; “e se un giorno mi dovesse servire? l’avrei letteralmente lì, a portata di mano” ed è cosi che le compro; due aste che si allungano, che ti aiutano nel cammino, in una delle quali è inserita una bussola, che all’occorrenza mi potrebbe indicare la giusta direzione; il nord o il sud, l’est o l’ovest, o qualsiasi itinerario intermedio io intenda intraprendere. Non avrò fatto un affare e mi son creato un doppione, già possiedo due simili attrezzi, ma l’acquisto mi rende sicuro e soddisfatto; ogni tanto nella vita, si deve dare ascolto al proprio istinto.
– Domenico Franzelli
