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Sabato 18 e domenica 19 luglio: VIA FERRATA SHUSTER AL SASSO PIATTO m.2958, dal Passo Sella.
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Animali notturni in montagna: chi si sveglia dopo il tramonto
Gufi, volpi, tassi e pipistrelli — la montagna di notte è tutt’altro mondo. Cosa osservare (in sicurezza) durante le uscite serali estive.
Quando il sole scende dietro le creste e i sentieri si svuotano degli escursionisti diurni, la montagna non va a dormire: cambia semplicemente turno. Un’intera comunità di animali, silenziosa e quasi invisibile di giorno, esce allo scoperto. Conoscerla è uno dei piaceri più sottovalutati delle serate estive in quota.
I signori del volo silenzioso: i rapaci notturni
Il bosco di montagna, soprattutto tra i 600 e i 1500 metri, ospita diverse specie di rapaci notturni. L’allocco è il più comune: il suo verso modulato, quel celebre “hu-hu-huuu”, è probabilmente il suono notturno più riconoscibile delle nostre foreste. Più raro da udire ma presente nelle zone rocciose e nei boschi maturi è il gufo reale, il rapace notturno più grande d’Europa, capace di predare anche piccole volpi. Nei paesi e nei ruderi di montagna si può invece incontrare la civetta, più piccola e spesso attiva anche al crepuscolo.
Il segreto del loro volo silenzioso sta nella struttura delle piume: i bordi frastagliati delle remiganti spezzano i vortici d’aria e azzerano quasi del tutto il rumore, permettendo all’animale di sentire la preda senza essere sentito. Per osservarli non serve altro che pazienza e silenzio: fermarsi ai margini di una radura, spegnere le luci artificiali e aspettare che gli occhi si abituino al buio.

La volpe, opportunista e curiosa
La volpe rossa è tra gli animali più adattabili delle nostre montagne, ed è proprio nelle ore serali che diventa più attiva, muovendosi lungo i margini dei boschi e i pascoli in cerca di piccoli roditori, insetti e frutti. Non è raro incrociarne una al limitare di un rifugio o lungo una strada forestale, complice anche una certa abitudine alla presenza umana. Riconoscerla di notte è facile: gli occhi riflettono la luce di una torcia con un bagliore verde-giallastro molto caratteristico.
Il tasso, architetto sotterraneo
Più schivo e meno conosciuto è il tasso, il più grande dei mustelidi europei. Vive in tane complesse e articolate, scavate spesso da generazioni della stessa famiglia, e ne esce solo al calare del buio per cercare lombrichi, larve, radici e piccoli frutti. Il modo migliore per accorgersi della sua presenza non è tanto vederlo, quanto riconoscerne le tracce: cumuli di terra smossa vicino alle tane, sentieri battuti sempre uguali nell’erba, e le caratteristiche “latrine” scavate poco distanti dalla tana.
I pipistrelli, cacciatori a ultrasuoni
Al tramonto, sopra i prati e lungo i corsi d’acqua di montagna, iniziano a volteggiare i pipistrelli: in Italia se ne contano oltre trenta specie, molte delle quali frequentano regolarmente l’ambiente alpino e prealpino fino a quote elevate. Cacciano insetti orientandosi con l’ecolocalizzazione, emettendo ultrasuoni impercettibili per l’orecchio umano ma rilevabili con appositi bat-detector, sempre più diffusi anche tra le associazioni naturalistiche locali. Osservarli è semplice: basta restare fermi vicino a una pozza d’acqua o a un lampione di un piccolo borgo alpino nella prima ora dopo il tramonto.
Come osservarli in sicurezza
Un’uscita serale in montagna richiede solo qualche accorgimento in più rispetto a una gita diurna:
- Muoversi su sentieri già conosciuti, meglio se percorsi di giorno in precedenza, per evitare sorprese di orientamento.
- Usare una torcia frontale con luce rossa, o comunque tenerla spenta il più possibile: la luce bianca disturba gli animali e annulla la visione notturna di chi osserva.
- Muoversi in silenzio e in piccoli gruppi: la fauna notturna si allontana al primo rumore di voci o passi pesanti.
- Mantenere sempre la distanza, senza inseguire né illuminare direttamente gli animali per tempi prolungati.
- Vestirsi a strati: anche in piena estate, la temperatura in quota scende rapidamente dopo il tramonto.
- Comunicare l’uscita a qualcuno che resti a valle, con orario di rientro previsto, come per ogni escursione fuori dagli orari abituali.
Un’altra montagna, a pochi passi da casa
Non serve andare lontano né restare svegli fino a tardi: bastano le prime due ore dopo il tramonto, magari in coda a un’escursione serale organizzata dalla sezione, per scoprire che i sentieri più familiari nascondono, di notte, una vita che di giorno resta invisibile. Un buon motivo in più per non considerare il buio come la fine della giornata in montagna, ma come l’inizio di un’altra.
Editoriale Sentieri Aperti (questo articolo è stato generato con l’aiuto dell’IA)
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