La Newsletter del CAI Rovato – 11 Settembre 2026


Prossima gita:
CIMA DI VALLUMBRINA mt.3222
Sabato 26 Settembre 2026

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Oltre le nuvole, sopra la Val Camonica – di Filippo

Un altro racconto dell’ascesa al Pizzo Badile Camuno del 29 agosto

Il sole ancora riposa tranquillo dietro l’orizzonte quando in nove soci ci ritroviamo puntuali, ore 5.50 del mattino, pronti a trascorrere la giornata insieme. C’è chi si conosce per la prima volta, chi da poco e chi da una vita… Questo però poco conta, tutti oggi siamo qui con lo stesso obbiettivo ma soprattutto con lo stesso spirito, quello che contraddistingue ogni socio CAI che si rispetti!

Caricati gli zaini in macchina si parte, direzione Pizzo Badile Camuno… Sono passate le sei da qualche minuto, la giornata lentamente inizia a colorarsi con toni più chiari ed il blu della notte mano a mano diventa un turchese un po’ velato.
Costeggiando il lago d’ Iseo, guardando il cielo, si capisce che la giornata rispetterà le previsioni meteo, che la vedevano senza perturbazioni ma non senza nuvole, le quali infatti sono presenti qua e là anche avanzati verso la bassa valle Camonica.

Il pit stop di rito viene fatto ad Esine, dove dopo un caffè veloce si riparte per la prossima fermata che sarà a Paspardo nel parcheggio appena fuori dal centro abitato.
Scarponi ai piedi e zaini in spalla, sono quasi le 8 e la strada da percorrere è lunga e richiede tempo e fatica.

 Il primo breve tratto attraversa il caratteristico e tranquillo paesino, dopo una manciata di minuti si entra nel bosco dove capita di incrociare qualche albero caduto che però superiamo senza troppi intoppi.
Il sentiero prosegue e dal bosco si passa ad una mulattiera sistemata recentemente e quindi in ottime condizioni, dopo circa un’ora arriviamo nella caratteristica località Volano, immersa nel verde, dove si trova il rifugio De Marie.
Qui, ad attenderci, troviamo uno dei nostri, prendiamo un ultimo caffè al volo e ripartiamo con un compagno in più.

Attraversando l’area pic-nic, ampia e pianeggiante, respiro a pieni polmoni l’aria fresca e pulita, ma è solo alzando lo sguardo e ammirando il panorama che mi sento inebriato da un’energia positiva e frizzante. È poi sempre ammirando lo stesso splendore che ci circonda che si scorge lei, la nostra meta di oggi, la vetta del Pizzo Badile Camuno, che con i suoi 2435 metri si erge imponente superando le nuvole, cosicché ognuno di noi possa trarre ispirazione e forza da essa mentre rimane lì a vegliare sul gruppo che procede compatto.

Un primo tratto di bosco non troppo impegnativo poi si passa alla parte più faticosa, il terreno è molto sconnesso e la pendenza richiede non poco sforzo per avanzare. Un primo passaggio dove una corda ci aiuta, poi un paio di tratti con catene e arriviamo nel punto che personalmente ho ritenuto il più suggestivo di tutto l’itinerario, una cengia rocciosa denominata Fasa, dove incastonato tra la roccia sorge il piccolo omonimo bivacco, intitolato a Mario Donati detto lo zio “Rome”.

Dopo poco si arriva all’attacco della via ferrata dove due dei nostri decidono di risparmiarsi l’ascesa alla vetta per dei piccoli inconvenienti fisici, mentre il resto del gruppo indossa l’equipaggiamento necessario per salire in sicurezza e procede verso la cima.
La ferrata è abbastanza tranquilla, mai troppo esposta o verticale e dopo circa mezz’ora dall’attacco siamo in cima e ad accoglierci e darci il benvenuto c’è la madonnina di nuova installazione.
Arrivati alla croce ci riuniamo e durante lo spuntino più che meritato approfittiamo per godere del panorama che, seppur limitato dai numerosi cumuli di nuvole, è sempre un piacere e una bella soddisfazione da ammirare. La salita è stata più lunga e non meno faticosa del previsto quindi non c’è molto tempo da perdere, qualche scatto fotografico del panorama e le doverose foto di gruppo e ci si rimette in marcia.

La discesa viene fatta sul medesimo percorso della salita, richiedendo non poco sforzo e attenzione, soprattutto a causa del fondo molto irregolare e della presenza di fango.
Qui la comitiva si divide in due gruppi, il primo un po’ più frettoloso e l’ultimo che procede con più cautela. Una volta arrivati al rifugio approfittiamo per una pausa, togliendo gli scarponi e facendo riposare i piedi nell’erba fresca, l’intento è anche quello di aspettare che arrivino i nostri compagni e ricompattare il gruppo nella sua interezza per procede nell’ultima parte di discesa verso il parcheggio.
Sfortunatamente uno di noi aveva un impegno per il quale non poteva tardare quindi dopo un po’ di attesa decidiamo di ripartire senza esserci ricongiunti.

Non aver potuto concludere l’escursione uniti lascia un po’ di amaro in bocca; sono però certo che ci saranno svariate altre occasioni per condividere giornate come questa e, perché no, puntare sempre più in alto…

Saluto e ringrazio tutti i partecipanti di questa gita e, aspettando la prossima, auguro buona montagna a tutti!

Filippo



Te lo sei perso?: Una fatica ripagata – Pizzo Badile Camuno – di Giovanni



“IL MONTE ORFANO” – Giugno 2026

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