I racconti del CAI Rovato: Una cima dopo l’altra – di Mattia Belotti

11 Aprile 2026 – Cima Mengol (mt.2421) e Cimone della Bagozza (mt.2407) – Alpi Orobie Orinetali


Certe settimane proprio non ce la fai, casino, lavoro, problemi, stanco, preoccupato, e con tante domande in testa, ed un giro in montagna con la giusta compagnia può fare miracoli, con Paolo e Sandro che mi accompagnano in questa avventura, una delle tante.
Durante il tragitto ci si ferma al bar, un caffè ed il grattino necessario per parcheggiare in zona Fondi.

Arrivati al parcheggio lo zaino è pesantissimo, due picozze, il casco, ramponi, la corda per sicurezza anche se sono abbastanza convinto che non serva, più di due litri di acqua, cibo e varie, un pezzo di torta da condividere in vetta con i miei colleghi, le mie spalle a fine giornata chiederanno pietà, ma è ora di incamminarci, pensavo più fredda, ma è frizzante, tanto meglio, così la neve sarà bella dura.

Ci si incammina piano piano chiaccherando, fino al pianoro della Madonnina dei Campelli. Distese di crocus, per ora ancora chiusi. Si apriranno al rientro e saranno uno spettacolo. Ci si porta poi sotto la grandiosa conca delle varie cime dove si cambia assetto con piccozza e ramponi. Ci sono vari canali da fare, uno difficile, il Nord e gli altri due normali, Orso ed Ovest.
Ci sono svariati gruppi che si stanno preparando, proprio come noi. Tanta gente sale il Canale dell’Orso che è quello centrale, noi per fare prima saliamo quello Ovest, dove a vista non c’è nessuno.

Iniziamo a salire il pendio che man mano si impenna, le pendenze sono ridotte, la  neve è in buone condizioni, e si sale bene. Finito il canale si tolgono i ramponi e si effettua l’ultimo tratto della salita tra rocce e tratti di prato, facendo ovviamente sempre attenzione.
E’ un versante al sole ma ci sono ancora tracce di neve (marcia). Da li a una decina di minuti si arriva in vetta. Panorama spaziale.
A ripagare le ore di salita, una mezz’ora soli in vetta ad ammirare tutto quello che ci circonda ed a sentire il profumo del vento che ci accarezza.

Ritorno dallo stesso canale di andata, ma a metà del canale, essendo ancora presto butto l’idea di andare anche sul Cimone della Bagozza.
I soci confermano e quindi tagliando a traverso si punta verso sinistra al passo delle Ortiche, incrociamo molta gente che sta scendendo, ma la neve è ancora abbastanza compatta e scalinata ed in poco siamo già al passo. Anche qui si ri-cambia assetto per la salita  finale su pratone tutto senza neve.
In vetta anche qui solo noi, sono tutti già scesi.
Qui foto di gruppo, uno sguardo veloce a dove eravamo poco prima e poi si ritorna indietro seguendo lo stesso canale di salita.

Arriviamo al lago Campelli, ritorniamo in veste camminata, e durante il ritorno ammiriamo le distese di crocus che la mattina erano ancora timidi e chiusi.
Arriviamo al parcheggio, stanchi ma felici e soddisfatti.
Grazie anche oggi montagna, che ci fai sentire vivi.

Mattia BelottiMattia Belotti