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Capo di Ponte: dove la preistoria parla ancora
A Capo di Ponte si concentra la più alta densità di incisioni rupestri della Valle Camonica: oltre 140.000 figure note, con stime che arrivano fino a 200.000–300.000 grazie alle scoperte più recenti. Queste testimonianze, realizzate tra il Neolitico e l’età del Ferro, raccontano millenni di vita, riti, simboli e trasformazioni delle comunità camune.
Il territorio ospita tre parchi archeologici visitabili, tra cui il più celebre: il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, istituito nel 1955 come primo parco archeologico italiano. Qui si trovano 104 rocce incise, immerse in un bosco che conserva ancora l’atmosfera originaria del luogo.

Le superfici di arenaria, levigate dai ghiacciai, venivano lavorate con due tecniche principali:
- Picchiettatura con percussori litici, la più diffusa;
- Incisione con strumenti appuntiti, più rara. Le figure spesso si sovrappongono, creando palinsesti complessi che testimoniano l’uso rituale e simbolico delle rocce nel corso dei secoli.
Le incisioni raffigurano:
- Guerrieri e duellanti, spesso armati;
- Animali come cervi, cavalli, canidi;
- Scene di caccia e attività quotidiane;
- Edifici, telai, palette, labirinti;
- Figure oranti, con braccia alzate, simbolo ricorrente dal Neolitico all’età del Ferro;
- Divinità, come la figura cornuta della Roccia 70, interpretata come una forma locale del dio Cernunnos.
Tra le rocce più celebri:
- Roccia 1, con oltre un migliaio di figure;
- Roccia 35, con la “scena del villaggio” e il celebre sacerdote che corre;
- Roccia 70, con la grande figura cornuta.

Visitare Capo di Ponte significa camminare in un paesaggio che unisce natura e archeologia. I percorsi del Parco di Naquane si snodano per circa 3 km, richiedendo almeno 4 ore per una visita completa. Il museo Camuniverso, nel centro del paese, offre inoltre un’introduzione immersiva alla cultura camuna e alle tecniche di incisione.
Le incisioni rupestri di Capo di Ponte non sono solo un archivio di immagini antiche: sono una narrazione continua, stratificata, che permette di seguire l’evoluzione del pensiero simbolico umano. Qui la preistoria non è un’epoca lontana: è incisa nella roccia, a cielo aperto, e continua a parlare a chi sa ascoltare.
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