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E’ uscito il nuovo numero de “IL MONTE ORFANO”
Aprile 2026
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AG MONTORFANO: Valle Camonica (CAI Coccaglio) – Domenica 19 Aprile
INTERSEZIONALE: Treno trekking, da Capo di Ponte a Paspardo, sulla via del Pane – organizza CAI Rovato – Domenica 26 Aprile
“Il tempo della montagna”: quando l’architettura diventa racconto di comunità
C’è un modo nuovo di guardare la montagna: non solo come luogo da vivere, ma come spazio da ripensare. È l’idea al centro di “Il tempo della montagna”, il film che nasce dal progetto ArchitetturaAlpinA e che attraversa l’intero arco alpino per raccontare come l’architettura contemporanea possa diventare strumento di cura, rigenerazione e futuro.
Il progetto, promosso dall’associazione Architetti Arco Alpino, raccoglie dieci interventi emblematici: scuole che tornano a essere cuore dei paesi, piazze che ridanno forma alla socialità, borgate recuperate allo spopolamento, cave trasformate in luoghi culturali, impianti tecnologici ripensati in chiave sostenibile. Sono opere diverse, ma accomunate da un’idea semplice e potente: la montagna vive quando i suoi spazi tornano a essere utili alle persone.
Un viaggio di 1.200 chilometri, dieci comunità, dieci storie
Il film, diretto da Francesca Molteni e Davide Fois, percorre 1.200 chilometri di Alpi italiane e dà voce a chi quei luoghi li abita ogni giorno: maestre e studenti, gestori di alpeggi, artigiani, tecnici, guide alpine. Non è un documentario tecnico: è un racconto corale, fatto di gesti quotidiani e di domande che riguardano tutti noi.
Tra i temi che emergono con forza:
- lo spopolamento dei borghi e il ritorno dei giovani
- il benessere dei più piccoli, grazie a scuole pensate per crescere in armonia con il territorio
- il turismo sostenibile e la valorizzazione dei paesaggi
- il recupero ambientale come investimento per le generazioni future
- il rapporto tra innovazione e tradizione, mai in contraddizione quando nasce dall’ascolto delle comunità
Architettura come strumento sociale
Attraverso testimonianze e interviste – tra cui quelle agli architetti Antonio De Rossi e Alberto Winterle – il film mostra come l’architettura di qualità possa diventare un motore di lavoro, ricerca e coesione. Non offre risposte definitive: invita a osservare, riflettere, immaginare. E soprattutto ricorda che la montagna non è un luogo immobile, ma un ecosistema umano e naturale che cambia, si adatta, si reinventa.
Editoriale Sentieri Aperti
Te lo sei perso?: Un gruppo misto per il Bruffione – di Pierluigi Donna
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