I racconti del CAI Rovato: Ramponcini e Ghette? – di Enzo Tognolini

DOMENICA 17 MAGGIO – MONTE SODADURA 2010 MT. (VAL TALEGGIO)

Le giornate precedenti all’ escursione hanno portato neve a bassa quota. Le WEB CAM della zona mostravano il monte Sodadura colmo di neve.
Portare ramponcini e ghette è la domanda che tante persone si sono poste e trovare un’eventuale variante alla salita del Sodadura è stata una ipotesi presa in considerazione.

Arrivati in macchina al parcheggio di Capo Foppa 1285 mt. (località Quindicina) decidiamo di portare nello zaino solo le ghette.
Saliamo riscaldati dal primo sole, toccando le località : Baita Lunga-Rifugio Gherardi-ex Rifugio C. Battisti-Bocchetta del Ragadur 1860 mt.
Fino alla bocchetta saliamo tranquilli, il sole ci accompagna e ci riscalda. Dalla bocchetta in poi, cambiando versante di salita, un forte vento e il calo della temperatura ci costringono ad indumenti più idonei.

Ora la neve presente sul sentiero ci rallenta il passo, la cima del monte Sodadura ormai è a due passi, non raggiungerla sarebbe un peccato.
Saliamo in vetta prestando attenzione al percorso, seguendo le tracce degli escursionisti passati prima di noi.

Raggiunta la vetta, dopo la solita foto di rito, decidiamo di scendere al Rifugio Nicola 1885 mt. e successivamente alla forcella di Artavaggio 1640 mt.
La discesa dal Sodadura si svolge sul filo di cresta e richiede attenzione, la neve su questo versante si è sciolta e il passo è più sicuro.

Raggiunta la forcella di Artavaggio, prendiamo il sentiero che passando ad est sotto il Sodadura ci riporta al Rifugio Gherardi e successivamente al parcheggio di Capo Foppa dove abbiamo lasciato le macchine.

EnzoEnzo Tognolini

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