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Un libro per piacere, consigli di lettura:
L’arte di essere libero. Il ritratto definitivo di Voytek Kurtyka
Ci sono figure che non hanno bisogno di clamore per diventare leggenda. Voytek Kurtyka è una di queste: schivo, essenziale, radicale nella sua visione dell’alpinismo. Con L’arte di essere libero, Bernadette McDonald firma il ritratto più completo e profondo di uno dei più grandi scalatori del Novecento, un uomo che ha trasformato la montagna in un laboratorio di libertà interiore.
Nato nel 1947 e cresciuto sulle montagne dei Tatra, Kurtyka entra nella storia negli anni Settanta e Ottanta, quando l’alpinismo himalayano vive la sua stagione più creativa e audace. È l’epoca delle grandi pareti, delle spedizioni leggere, dell’idea che la difficoltà non sia un ostacolo ma un linguaggio.
McDonald ricostruisce quel mondo con precisione e rispetto: le amicizie, le rivalità, le intuizioni tecniche, la ricerca di uno stile sempre più puro. Accanto a Kurtyka scorrono nomi che hanno segnato un’epoca: Jerzy Kukuczka, Erhard Loretan, Alex MacIntyre, John Porter, Robert Schauer. Compagni di cordata, ma anche compagni di visione.
Tra le imprese che hanno reso Kurtyka un mito, una spicca su tutte: la salita della parete ovest del Gasherbrum IV, la celebre “parete lucente”. Un capolavoro di leggerezza, estetica e determinazione, considerato da molti l’atto più alto dell’alpinismo moderno.
McDonald racconta questa avventura con ritmo narrativo e profondità psicologica, restituendo non solo la difficoltà tecnica, ma soprattutto la dimensione interiore dell’impresa.
Kurtyka non è mai stato un alpinista “mediatico”. Per vent’anni ha rifiutato interviste, apparizioni pubbliche, premi. Ha costruito attorno a sé un’aura di mistero che non è posa, ma coerenza: la libertà, per lui, è sempre stata più importante della fama.
Il libro esplora questa dimensione con delicatezza: la sua filosofia, il rapporto con il rischio, la ricerca di un equilibrio tra vita e montagna. Nel 2016, dopo ripetuti rifiuti, accetta finalmente il Piolet d’Or alla carriera. Un gesto che chiude un cerchio, senza tradire la sua essenza.
L’arte di essere libero non è solo una biografia. È un viaggio nella storia dell’alpinismo, un ritratto umano, un invito a interrogarsi sul senso della libertà. Con 308 pagine dense di testimonianze, ricostruzioni e rif.lessioni, il libro si colloca tra le opere più importanti dedicate ai grandi protagonisti delle montagne del mondo.
Editoriale Sentieri Aperti
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