
Una speciosa stella smeriglia il lago,
che la bianca brina orna
e troncando la crespa al pendio,
svanisce nel cielo terso e nell’aurora.
Pretende l’occhio un tal stupore
a scagionar la nebbia della pianura.
Il fresco taglia il viso, cola il gocciolo,
il cammino lento grida al ciel la lieta gioia.
Si prona il giorno al sole, al vento, alla rifrazione.
Storna presto per cantar la lode
ad una tal tenzone con la natura!
– Domenico Franzelli
