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Orsi, stagioni e santi: il calendario del bosco nell’Appennino centrale
Nell’Appennino centrale il tempo non è mai stato solo una data sul calendario: per secoli è stato un dialogo tra comunità, natura e riti stagionali. Un recente editoriale di Lo Scarpone racconta come il cosiddetto “calendario del bosco” nasca dall’intreccio tra feste cristiane, tradizioni agricole e cicli dell’orso bruno marsicano, una delle sottospecie più rare d’Europa (50–60 individui stimati).
L’11 novembre, San Martino, coincideva con l’ingresso dell’orso in tana e segnava l’inizio dell’inverno contadino; il 2 febbraio, Candelora, diventava invece il momento per “leggere” la stagione osservando la natura. Oggi però la crisi climatica altera questi ritmi: inverni più miti e irregolari modificano l’ibernazione dell’orso e rendono meno prevedibili i cicli che hanno ispirato proverbi e rituali.
Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ricorda che proteggere l’orso marsicano significa tutelare non solo una specie in pericolo critico, ma anche un patrimonio culturale che unisce identità, paesaggio e memoria collettiva.
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