I racconti del CAI Rovato: Sul ghiaccio ma senza scivolare – di Alessia Gerbini

Bivacco Linge da S.Apollonia – Ponte di Legno

Prima escursione invernale con il CAI di Rovato.
Domenica 11/01/26 mio papà mi ha coinvolta in un’escursione invernale organizzata dal CAI di Rovato, nonostante il meteo prevedesse un freddo intenso.

La partenza dell’escursione era nella frazione di San Apollonia di Ponte di Legno, a quota 1600 m s.l.m. All’arrivo al parcheggio c’erano –6 gradi, ma fortunatamente eravamo “scaldati” dal sole che si stava alzando nel cielo.

L’inizio del sentiero era molto piacevole, in quanto seguiva una strada sterrata senza pendenze faticose; però, dopo poche centinaia di metri, il sentiero era ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio vivo, che ci ha obbligati a indossare i ramponcini (o i ramponi per alcuni).
«Ma che bello camminare sul ghiaccio senza scivolare!»
Dotata di questa sicurezza, distanzio mio papà, rimasto indietro per il cambio di assetto, chiamandolo ogni tanto dall’alto verso il basso 😁.

Il sentiero prosegue normalmente fino a quando il “gioco” si fa duro: comincio infatti a sprofondare nella neve fino al ginocchio e la neve penetra nelle scarpe.
Richiamata da mio papà, indossiamo anche le ghette, che ci permettono di proseguire molto più spediti… oddio, neanche troppo, visto che ora la salita è bella tosta e comincio ad avere dei ripensamenti sulla scelta di essere venuta.

Dopo circa mezz’ora di fatica arriviamo al Bivacco Linge, situato in mezzo alle montagne, che impediscono ai raggi del sole di scaldarci; infatti avvertiamo tutti molto freddo (ci saranno stati –15/–20 gradi).
Per fortuna qualcuno del nostro gruppo era arrivato prima e ha avuto la brillante idea di accendere la stufa, permettendoci di mangiare qualcosa abbastanza “al caldo”.
Arrivare fin lì è stata un’avventura che almeno una volta nella vita merita di essere vissuta: la vista è stupenda, ti fa apprezzare la montagna e ripaga della fatica fatta fino a quel punto.

Appena terminato il mio tramezzino, erano già tutti in piedi pronti per rientrare dallo stesso percorso. Varcata la porta del bivacco e tornata all’aria aperta, sono stata colpita da un vento gelido… e allora via, di corsa verso il basso!

Arrivata all’auto ero stanchina e il freddo si faceva ancora sentire, ma non troppo: –3 gradi. Al solo pensiero di una cioccolata calda, però, tutto migliorava.
Tantissime emozioni in questa escursione, che mi rimarranno nel cuore a lungo, sperando di riviverle prossimamente.

AlessiaAlessia Gerbini

Alcune foto dell’escursione cliccando qui o l’immagine qui sotto