I racconti del CAI Rovato: Il Guglielmo a portata di gamba – di Pierluigi Donna e Domenico Fenio


Il Guglielmo a portata di gamba – 27/12/2025

Il Guglielmo è qui… a portata di gamba, è la nostra montagna e, per essere modesti, dovremmo chiamarla forse solo monte.
Molti di noi sanno però che se hai mezza giornata disposizione, lo zio Guglielmo sarà pronto a darti soddisfazione, basta un po’ d’impegno: quell’impeto che ti fa uscire, talvolta quasi controvoglia, sapendo che l’ambiente, l’aria che respirerai e il paesaggio, sapranno compensare la tua fiducia. Sul finire d’anno è l’esperienza e la sensibilità del Fenio, che suggeriscono di salire di pomeriggio, per godersi la luce della sera.

Al parcheggio ai tennis la brina è ormai stanziale: in questa stagione il sole non arriva nemmeno a mezzogiorno. Lo sguardo a monte toglie ogli dubbio alla scelta delle calzature: scarpette, senza dubbio.
Niente neve ma il freddo pomeridiano a valle di Zone induce ad una partenza di gran lena.
Poi si può rallentare e dialogare, in uno scambio di impressioni e di esperienze fino almeno alle malghe alte.
E Domenico racconta delle avventure con le prime frequentazioni del CAI Rovato, allora in piazza Montebello, e gli instancabili maestri, Serina, Delle Donne e tutti gli altri di quegli anni.

Dalle malghe al Redentore è neve, e qualche tenace assetato di curve ha pure tracciato una breve sinusoide sui prati: spallaggio infinito per 100 mt di piacere. Molti non capirebbero, alcuni sì, eccome!
Sono le 16 passate, la neve si arrossa per il sole che va a nascondersi laggiù, a sinistra
del Monviso.
Tramonta dietro a Genova? O forse più in là, dietro Finisterre: sembra di vederlo l’Oceano.
Ogni traccia di foschia si dissolve completamente da tutta la Pianura Padana e lo skyline si avvicina come se filtrato da una lente progressiva: sono tutti lì ad un passo, dal Cimone, al Penice, le Alpi Marittime, Il Monviso, Monte Rosa, Cervino…
Immobili, incantati, non si parla più.

Il rientro al buio sembra ormai una sola necessità. Ma con il passaggio dalla neve alla brina, i sussulti della frontale accendono schegge di ghiaccio che si travestono da lucciola: migliaia di lucciole ci accompagnano fino a valle.
Tutte le immagini sono rimaste ormai nella mente e nello spirito.
Grazie Guglielmo, buon anno a te e a tutti gli alpinisti!
Buon anno al CAI Rovato!

Pierluigi e Domenico

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