La Montagna che Ispira: Due Cime – di Domenico Franzelli

Due Cime.

Bisbigliando al cielo,
si cammina e si sale,
ci accompagnano le nuvole,
pur se vanno di corsa;
è il vento che le spinge;
per noi è fatica greve,
seppur gioiosa,
per loro è l’uscita finale,
quali portatrici d’acqua,
o neve, se il gelo le aiuta.

La nostra meta è lontana;
nostro scopo è raggiungerla;
per quanto sia da noi agognata,
v’è sempre un filino d’incertezza.
Oggi, né pioggia, né vento o tempesta,
il cielo lindo ci ha indicato,
pur senza parole, il giusto percorso;
non sempre è sereno, lucente e magnanimo;
pure il sole, un tal dì, s’è nascosto.

Ivi giunti, alla meta; calma!
Non a tutti s’aggrada la conquista,
v’è chi osserva e adocchia un’altra vetta.
— È bella, meravigliosa, seppur sembri irta,
ma è l’apparenza che inganna, è il fil di cresta.
I cuori già palpitano, ma l’occhio brama:
il simbolo posto in cima funge da richiamo;
è il Beppe che alla croce deve dare un tocco.
— Andiamo, traccerò io il percorso.
È l’Egidio, il temerario, ma esperto,
e tutti, accantonate le remore, lo seguono,
e la giornata si completa; indimenticabile!
Tanto per l’andata che per il ritorno.
Grazie al cielo, al nostro coraggio,
a Beppe e all’Egidio.

Domenico Franzelli


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