
Domenica 12 Ottobre 2025: escursione all’Eremo di San Glisente dal Maniva
In una grigia giornata ottobrina, guidati dal socio Enzo, partivamo di buon mattino da Rovato con quella sottile eccitazione che accompagna ogni classica uscita in montagna.
Il cielo però, come dicevamo, non prometteva nulla di buono. Una coltre grigia ci seguiva lungo il percorso fino ai primi tornanti e, appena prima il Pian delle Baste, sembrava di entrare addirittura in un mondo ovattato, sospeso.

Ma la montagna, si sa, ama sorprendere.
Superata quota 1900 metri, il miracolo: il cielo si è aperto, e sotto di noi si stendeva un mare di nuvole compatte, immobile, silenzioso. Solo le cime più alte sbucavano da quella distesa bianca, come isole in un arcipelago celeste.
Sembrava di camminare sopra le nuvole, come in volo, ma senza rumore né fretta.
Nessun vento e temperature miti in un equilibrio raro, quasi irreale.
Enzo ci ha portati lungo un itinerario vario, “crestoso” e panoramico. Tra salite e discese abbiamo toccato il Monte Dasdana, il Colombina, il Passo delle Sette Crocette, la Nicchia e la Colma di San Glisente, fino a raggiungere l’omonimo bivacco.
Qui è stato possibile fare uno spuntino e visitare la cripta di San Glisente, uno di quei luoghi che sembrano sospesi tra storia, leggenda e cielo.
Situato sulle montagne tra Berzo Inferiore ed Esine, in Valle Camonica, questa cripta domina la vallata da una posizione panoramica e solitaria, a circa 1950 metri di quota. È meta di escursionisti, pellegrini e appassionati di storia locale, ma anche di chi cerca silenzio e contemplazione.

Ma le nuvole basse erano sempre dominanti nel nostro cammino. Ogni cima e ogni passo era accompagnato da quella visione surreale: il mondo sotto di noi nascosto, e noi sospesi in un’altra dimensione.
Abbiamo camminato tanto e percorso 22 chilometri, con un dislivello totale di 1100 metri.
Ma più che la fatica, è rimasta la sensazione di essere stati altrove. Non solo in montagna, ma in un luogo dove il tempo rallenta, dove il silenzio ha voce, e dove la natura si concede in forme che non si possono programmare.
Un’escursione che non è stata solo cammino ma un’esperienza e, forse, anche un piccolo privilegio.
Emanuele_13ott2025
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